lunedì 31 marzo 2008

le mie poesie


avere il passo

lieve

dei condannati a vivere

nella sintesi

delle cose

lasciate

come silenzio

alla parola

come un lascia e sfiora

e –di punta- scivolare

nell’impasto

immateriale

d’uno stormo di

falene sulla pelle

bianca

al tocco si spreme

eternità

lasciando

avvenire

le ore

la pioggia

martedì 25 marzo 2008

le mie poesie


notte tra 23 e 24 marzo 2008

il divieto trattiene
la parola ............... che chiede
la lingua ............... lungo il tratto breve
......................... ...sottile
quanto sapere
quanto si può ...... ....toccare
o si rimane ........ .....con il sangue
sugli stipiti e l'architrave
per poi andare
senza sapere oppure
attendere e tenere
aperta la soglia
il limitare delle labbra
la voglia che paga
il prezzo della linfa della piaga
conosce il margine quando
è nome .............quando è grido
distinguere
il bacio dell'iride alle sponde
dalla serra delle lame
fuori
il fiato della notte .. confonde
la bocca sul riso ..... disteso e vago di altro
................................. e lieve
poi nel ventre
tempo in cui
altro si svela
il divieto trattiene e nega

lunedì 17 marzo 2008

Tu, Mio

qualche mese fa mi è stato regalato questo libro, "Tu, Mio" dello scrittore napoletano Erri De Luca. l'ho letto tra una "lettura mattone" e l'inizio di un' altra "lettura mattone", in poche ore. è un piccolo libro molto denso e molto forte che consiglierei davvero a tutti di leggere, ragion per cui, non ve lo anticipo!!! ma ci tenevo a postare una frase, questo breve pensiero che mi è piaciuto davvero molto:




"Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano al ritmo di una musichetta insulsa e decisiva che fa da colla di pesce per una faccia che si appunta a spilli sul diaframma del petto"

venerdì 7 marzo 2008

le mie poesie

essere
l'entità distratta che l'iride anima lo squarcio
sottile che mi apri le notti vertendo
le nostre alchimie quando so che ci sei
in quanto filtrando il corso denso delle cose
come bambina che schiudo........ petali di rose che
non penso ad altre cose .............cedi muori ai miei piedi
le mie scarpette rosse lungo il ciglio a filo
come speranza di tracollo
e splendore lungo le ciglia............essere (io)
tu..............................................la mia torre di babele
eccomi.......................................come fiele e franta
delle tue sillabe diverse e ferme la chiave portando
le mani ai tagli come facevi piano
sulla punta delle dita eppure lì
porto un silenzio -dove- si tocca