mercoledì 18 giugno 2008

le mie poesie


Sarebbero state le stesse
identiche rime, ogni volta

lei avesse creduto nella fine

della fine. Finemente finalmente

ancora. La piccola

storia di qualcuno

che li somiglia.


- Ti sbagli.

Tuttavia c'è troppo ed è davanti.

La sfiancava come averle tolto
ogni residuo che liberasse.

Sapendo dire vuoto? E' più di

domani e sbiancava come panni.


- Ti va bene così?

Oppure la esponeva alle
quieti più scontate, alle date

forme intersecando i fatti, come

gli piacque, si parli.

- Capirai che prima
o poi ti salvi

per forza di fatti.


La fine della fine

non venne d'affanni e avanti.

Infatti erano nella stessa

metamorfosi vuota di cui
trascineranno i drappi per

quanto resta ai palmi,
dopo i palmi, esatti.

Dopo gli anni

che concorrono

alle vie di vita quotidiana,

la replica insalubre

dei commiati.